LETTERA ai PEDIATRI ed alle FAMIGLIE
Carissimi genitori, sto ricevendo molti commenti al questo mio BLOG con numerose richieste di delucidazioni e commenti ai vari articoli, invero tutti lusinghieri.
Come capirete i miei impegni sono molto pressanti e non riesco a dedicare a questo blog tutta l’attenzione necessaria.Mi scuso con voi se alcune risposte arrivano un po’ in ritardo.
Intanto vi aggiorno sui numeri di telefono ai quali potete fare riferimento per avere una consulenza diretta:
Napoli: 0817612776
Novara: 0321 232258
Lasciate i vostri messaggi e sarete tutti richiamati, basta che siano ben chiari con il nome e il vostro numero di telefono.
Un caro saluto a tutti
Dott. Francesco M. Lotito
Carissimi Colleghi, Carissime Famiglie
dopo un periodo di lunga riflessione ho deciso di lasciare il mio posto presso la Clinica Ortopedica dell’Università “Federico II” nella quale ho lavorato proficuamente per circa 23 anni.
L’Ospedale Universitario Maggiore della Carità di Novara, dove continuerò ad occuparmi di ortopedia pediatrica, mi ha offerto una valida opportunità di trasferimento che ho accettato.
La mia attività professionale, in regime di intramoenia, a Napoli in ogni caso non sarà interrotta, per continuare a prestarvi la mia consulenza professionale, basata sulla lunga esperienza maturata in questi anni e sempre volta ad un’interpretazione scientificamente aggiornata delle patologie dell’apparato locomotore, che interessano i bambini e gli adolescenti.
Con l’occasione vi informo che sarà possibile continuare a contattarmi
ai numeri 0817612776 e sul cellulare al 3296186119.
Vi informo, inoltre, che il mio “blog” è operativo , in modo tale da essere al passo coi tempi ed utilizzare la rete per seguire l’evoluzione dell’Ortopedia Infantile, e per poter anche mantenere il rapporto professionale già esistente.
Per i colleghi pediatri che fossero interessati, sarà possibile accedere al forum attraverso una registrazione, che ci permetterà di condividere ogni eventuale problematica legata ai casi da voi osservati in tema di ortopedia infantile.
Per risposte più private, sarò sempre a disposizione al mio indirizzo e-mail: f.lotito@tin.it.
L’indirizzo del blog è: www.francescomarialotito.wordpress.com
Un cordiale saluto
Dott. Francesco M. Lotito
già Dirigente Medico di 1° livello EP2, Clinica Ortopedica Università “Federico II” di Napoli
Dirigente presso il Reparto di Ortopedia Pediatrica dell’Ospedale Universitario Maggiore della Carità di Novara.
Svolto il Corso -Convegno sulla Displasia Evolutiva dell’anca con la presenza del Prof. Graf
Cari amici,
il Corso-Convegno sulla displasia evolutiva dell’anca, da me organizzato a Novara, ha avuto un eccellente successo.
Sono molto orgoglioso e felice per la buona riuscita.
Intanto vi posto una foto con tutti i protagonisti dell’incontro. Da sinistra a destra: Dr. Mauro Zaffaroni, pediatra (Novara)Dr. Maurizio De Pellegrin, ortopedico,(Milano) Dr. Gino Rocca,ortopedico,(Novara) Prof. Reinhard Graf,(Stolzalpe) Dr. Francesco M. Lotito,ortopedico, (Novara-Napoli),Dr. Geppo Colasanto, ortopedico (Novara)
Alla prossima
Francesco M. Lotito
CORSO CONVEGNO DI ECOGRAFIA DELL’ANCA SECONDO GRAF
Cari Amici,
sto organizzando il primo Corso-Convegno in Piemonte di ecografia per lo screening ed il monitoraggio della displasia e lussazione congenita dell’anca secondo il Metodo di Graf.
Il Corso riservato a 30 partecipanti, teorico-pratico, ha già esaurito tutti i posti disponibili. E’ però possibile iscriversi in lista di attesa. Se arriveranno altre adesioni, sarà possibile organizzarne un secondo.
Il convegno, è invece aperto a tutti i colleghi che desiderino approfendire questo aspetto così delicato della salute dei nostri figli, anche per la ricaduta sociale ed economica che questa patologia comporta.
Sul programma ci sono tutte le notizie e la schada di iscrizione.
Un saluto a tutti
programma Corso-Convegno Ecografia dell’anca 1-2-3 Marzo 2012programma definitivoddh
Dott. Lotito
Atti del 1° Convegno Novarese su “Il ruolo della chirurgia Ortoepdica funzionale nel Programma Riabilitativo del paziente affetto da Paralisi Cerebrale Infantile”
Programma 1° Convegno “Il Ruolo della chirurgia ortopedica funzionale nel paziente affetto da Paralisi Cerebrale Infantile
NOVARA 15 GENNAIO – PROGRAMMA[1] Programma del Convegno tenuto a Novara il giorno 15 Gennaio 2011 dal titolo: La chirurgia ortopedica funzionale nel programma riabilitativo del paziente affetto da Paralisi Cerebrale Infantile.
CHE SCARPE DEVO COMPRARE AL MIO BAMBINO CON IL PIEDE PIATTO?
Sono andato dall’ortopedico e mi ha consigliato le scarpe ortopediche ed i plantari. Va bene?
La storia delle scarpe ortopediche è una storia tutta italiana. Infatti negli altri paesi non si usano, e anche da noi non dovrebbero essere più utilizzate se non in casi eccezionali.
La scarpa ortopedica, di per sé molto rigida, infatti, è controproducente sullo sviluppo del piede infantile.
Ci sono lavoro scientifici che dimostrano come nelle popolazioni che non utilizzano scarpe, il piede piatto sia praticamente sconosciuto, mentre nelle stesse popolazioni urbanizzate e che per forza di cose devono utilizzare calzature, il piede piatto è percentualmente presente.
•La mia bambina di 20 mesi ha il piede piatto. Deve usare il plantare e la scarpa ortopedica?
Assolutamente no. Fino al terzo anno di vita, le scarpe pesanti e rigide non devono essere usate. Neppure i plantari. I muscoli delle game e quelli nascosti nel piede soffrirebbero dell’utilizzo di tali presidi.
Anche le ginocchia ad x o a taralluccio (per i bambini meridionali) o a cow-boy ( per i bambini settentrionali) (valgo il primo, varo il secondo per noi medici) sono nella norma fino ai 4 anni.
• Il mio bambino cammina male, con le puntine all’interno, ma cammina da poco. Si deve fare qualcosa?
I bambini che iniziano a camminare stanno facendo un percorso di sviluppo neuro-psico-motorio molto difficile. Tutti gli animali del pianeta “camminano” a poche ore dalla nascita.
L’uomo dopo 12 mesi. Se ci pensate, capite come sia difficile camminare su due piedi.
E non è possibile che una cosa così difficile si possa fare in poco tempo.
Per camminare bene, quindi, il piccolo ci mette due anni, 4 per correre e 5-6 per scrivere.
Tutto dipende dallo sviluppo del cervello. Non siate precipitosi, fatelo apprendere!!!!!
Per vedere se tutto va bene, non prima del terzo anno di vita.
State attenti ai nonni, che non si ricordano più.
•Mi hanno detto che il mio ragazzo si deve operare di piede piatto. E’ pericoloso e si deve fare per forza?
Una volta, tanto tempo fa (circa 20 anni) il piede piatto poteva essere trattato chirurgicamente solo con interventi importanti ed invasivi. Perciò l’indicazione alla correzione si dava in casi molto gravi, lasciando molti piedi piatti non corretti.
Modernamente diverse tecniche mini-invasive permettono la correzione del piede piatto con relativa facilità e grande soddisfazione.
Come tutte le cose apparentemente facili, possono diventare pericolose se fatte su base routinaria.
Ogni ragazzino deve essere valutato singolarmente da uno specialista che spiega dettagliatamente la tecnica che utilizza, i vantaggi e gli svantaggi.
Per i ragazzi l’aspetto estetico del piede non deve essere preso in troppa considerazione. Per le ragazze, anche l’aspetto estetico conta abbastanza.
• Se devo operare il piede piatto, si fanno tutti e due insieme o uno per volta e poi devo mettere il gesso?
Ogni chirurgo si comporta come è abituato.
Personalmente se è necessario che tutti e due i piedi devono essere trattati (oltre l’80% dei casi) li opero contemporaneamente.
Personalmente non metto nessun gesso, e in generale in 3° giornata il ragazzo cammina da solo.
Dopo 10 gg. può andare a scuola e dopo 2 mesi riprendere lo sport.
La ripersa dello sport deve essere cauta. Infatti il piede non è solo un piedestallo, ma oltre che a farci muovere è anche un importante organo di senso cioè per quella sensibilità che conosciamo sotto il nome di PROPIOCEZIONE. La propriocezione è il senso dell’equilibrio e della nostra posizione nello spazio. E’, il piede, insieme al labirinto nell’orecchio, il nostro giroscopio.
Il cambiamento del modo di appoggiare la pianta del piede, dovuto al trattamento chirurgico eseguito, cambia l’informazione che dal piede raggiunge il cervello in modo che la percezione del senso dell’equilibrio e del senso del corpo nello spazio durante il movimento sia momentaneamente alterata.
Bisogna, perciò, ri-imparare a camminare, a trotterellare, a correre, prima di tornare allo sport attivo, che, come tutti sanno, necessita di una corretta consapevolezza del senso del movimento.
PER INFORMAZIONI PIù SCEINTIFICHE CLICCARE ARGOMENTIO: IL PIEDE PIATTO
LA DISPLASIA DELL’ANCA SI DEVE PREVENIRE!!!!!!!!!
Il pediatra mi fa fare/non mi fa fare l’ecografia dell’anca. Perché?
Fra gli screening consigliati vi è quello della displasia congenita dell’anca. Questo screening non serve a prevenire la patologia, che nel 99,99% dei casi è congenita, cioè presente alla nascita, ma a fare una vera e propria diagnosi precoce, in modo da poter trattare questa patologia in tempo con risultati eccellenti nella stragrande maggioranza dei casi.
Per molti anni lo screening clinico, cioè quello fatto con le manovre di Ortolani e Barlow, era l’unica possibilità per identificare questa patologia.
Adesso la diagnosi precocissima si può fare con l’ecografia.
• A quale età si deve fare l’ecografia?
Se si vuole correggere in tempo e facilmente questa patologia, è necessario fare la diagnosi fra il primo ed il secondo mese.
L’ecografia deve essere fatta secondo il metodo di Graf, in un centro specializzato ed affidabile.
• L’ecografista mi ha detto di mettere il doppio pannolino. A cosa serve?
L’ecografista, a meno che non sia anche un ortopedico infantile che, quindi, non solo fa la diagnosi con l’ecografia ma ha anche la competenza di indicare la terapia, NON DEVE in nessun modo suggerire alcun trattamento. SE l’anca è normale, non è necessario nessun trattamento.
Se l’anca non è normale, E’ NECESSARIO rivolgersi ad un centro specializzato o a un ortopedico infantile che quasi mai, se non mai, suggerirà l’utilizzo di un doppio pannolino, terapia quasi sempre inutile.
• Quante volte si deve ripetere l’ecografia dell’anca?
L’ecografia dell’anca è un esame di screening. Questa patologia è una patologia congenita nel 99,99% dei casi. (Il 100% in medicina non esiste).
Perciò, se l’anca, a qualsiasi età, (cioè dal 1° giorno di vita in poi) è data normale, non è necessario rifare nessuna ecografia. L’anca normale, secondo il metodo di Graf è l’anca tipo 1 sia a che b, cioè l’anca in cui l’angolo di copertura acet bolare supera i 60°.
Se, invece, l’anca non è normale, cioè un anca diagnosticata 2(a o b), D, 3 e 4, è necessario rivolgersi ad un Centro di Ortopedia Infantile che confermerà o meno la diagnosi ed indirizzerà la eventuale terapia.
• Perché il pediatra mi ha detto che, siccome all’esame clinico il/la bimbo/a è normale, non si deve fare l’ecografia?
L’accordo con i colleghi pediatri è quasi assoluto su tutto, poiché la collaborazione fra medico di famiglia e specialista deve essere completa per raggiungere buoni risultati.
Su questo punto, però, non sono d’accordo. L’ecografia è un metodo potentissimo per evitare sgraditissime sorprese alle anche dei nostri figli. Evitare una patologia grave e dagli esiti spesso irrisolvibili, con un semplice esame assolutamente non invasivo, mi pare DOVEROSO.
Quindi, il mio suggerimento, ove mai il pediatra dissentisse, è quello di far fare comunque un esame ecografico delle anche sempre ai vostri figli, in un Centro specializzato ed affidabile.
PER INFORMAZIONI PIù SCIENTIFICHE CLICCARE ARGOMETI: LA PREVENZIONE DELLA DISPLASIA CONGENITA DELL’ANCA